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Cancro: caratteristiche, personalità, simbologia

Periodo: 22 giugno – 22 luglio

Segno: Cardinale

Elemento: Acqua

Domicilio: Luna

Esaltazione: Venere

Metallo: Argento

Pietra: Pietra di Luna

Colore: Argento

PAROLE CHIAVE | Sensibilità, contenimento emotivo, ricettività, fecondità, attaccamenti, le nostre radici, bisogni primari di cura e nutrimento, maternità, liquido amniotico.

LUCE DEL CANCRO | Creativo, sensibile, empatico, materno, accogliente, premuroso, affettuoso, legato alla famiglia. 

OMBRA DEL CANCRO | Permaloso, infantile, lunatico, inquieto, dipendente da persone, sdolcinato, emotivo.

Carattere e personalità

Segno d’acqua, cardinale, governato dalla Luna, chi nasce sotto il segno del Cancro si distingue per la sua dolcezza, sensibilità, disponibilità. L’Archetipo del Cancro è associato alla Grande Madre, colei che nutre e proteggere, e rende questi nativi particolarmente attenti ai bisogni degli altri. Una delle qualità più importanti di questo segno risiede nella capacità di dare nutrimento psicologico ed emotivo alle persone che ama. Il bisogno di “accudire” l’altro e di proteggerlo, però, è a sua volta espressione di un bisogno di accudimento e protezione che il Cancro, anche quello (apparentemente) più forte e indipendente, porta sempre con sé. Ogni Cancro che si rispetti ha bisogno di punti di riferimento per sentirsi stabile: una casa, una famiglia, un partner che lo ama. Sono questi i suoi contenitori emotivi. Molto sensibili e intuitivi, i nati del Cancro riescono a captare immediatamente emozioni e vibrazioni dell’ambiente e delle persone che li circondano. È proprio l’intuito che permette loro di capire se stanno facendo la cosa giusta. Poiché sono molto sensibili, hanno bisogno di essere trattati con dolcezza e tenerezza, di ricevere sicurezze e rassicurazioni in modo da non sentirsi in pericolo. Una delle più grandi paure di questo segno risiede nell’abbandono. 

A causa del loro grande bisogno di sicurezza, i nati del Cancro, possono fare fatica a “recidere il cordone ombelicale” non solo dalla madre, ma anche da tutte le persone con cui intraprendono un legame di tipo sentimentale ed affettivo. Hanno dunque difficoltà ad abbandonare le situazioni, anche quando si fanno difficili ed originano sofferenza. La paura di osare e di mettersi in gioco, unita alla forte sensibilità, infatti fa scattare dei meccanismi protettivi che li fanno rimanere a lungo in situazioni conosciute, ma non sempre soddisfacenti. La loro apparente fragilità non deve però tranne in inganno: i nati del Cancro sono interiormente molto forti, e possono dimostrare di avere risorse inaspettate. Quando ci sono di mezzo questioni che gli stanno particolarmente a cuore possono essere estremamente tenaci. Suscettibili e permalosi come pochi (al pari dello Scorpione), basta poco per ferirli: una parola sbagliata, una critica, un gesto, uno sguardo. Bisogna quindi essere molto attenti a come ci si pone nei loro confronti. Nel lavoro il Cancro può essere preciso affidabile, coscienzioso. Se gli affidano un compito, ci si dedica con grande impegno. Tranne che non appartenga alla variante lunatica e pigra: e allora ogni scusa sarà buona per scansare la fatica.

In amore i nati del Cancro dimostrano di essere molto legati alla famiglia, di essere degli ottimi genitori e delle perfette donne di casa. Se genitori, quasi si annullano per i figli. Una vera fortuna, dunque, averli accanto come compagni di vita. L’aspetto lunatico del loro carattere non può essere trascurato, a causa delle loro “lune” possono cambiare umore dieci volte al giorno. Il loro partner ideale oltre ad essere dotato di grande sensibilità, dovrebbe disporre anche di una certa fermezza e solidità, in modo da contenere i loro alti e bassi emotivi, senza dargli troppo peso. 

Simbologia e mito

Al segno del Cancro sono legati diversi miti incentrati su tematiche inerenti la relazione madre figlio/a, alla regressione all’infanzia e all’incesto affettivo psicologico. Un mito collegato al segno del Cancro è quello di Edipo, che fu vittima di se stesso a causa del prevalere del suo inconscio. Il mito narra che Laio, sovrano di Tebe, amareggiato per la mancanza di un erede, decise di consultare l’Oracolo di Delfi che gli rivela come questa apparente sfortuna fosse in realtà un dono degli Dei poiché il bambino che sarebbe nato lo avrebbe ucciso e avrebbe sposato la propria madre – evento che sarebbe stato causa di sciagure e rovina. Quando la moglie Giocasta diede alla luce il loro figlio, Laio, intimorito dalla previsione, lo affida a un servo perché lo elimini. Ma il servo ne ha pietà e lo espone sul Monte Citerone. Il bimbo viene trovato da un pastore che lo porta a Corinto, dove fu adottato da Polibo, re della città il quale pur essendo sposato non era ancora riuscito ad avere figli. Il bambino viene chiamato Edipo – che in greco significa “piede gonfio” a causa delle ferite che aveva sui piedi. Un giorno Edipo, cresciuto e istruito a corte come un vero e proprio principe, viene accusato di essere un trovatello, e quindi di non essere il vero figlio di Polibo. Turbato, Edipo chiese notizie sulla sua nascita a colui che riteneva essere suo padre il quale asserì fermamente la falsità della notizia. Ma il dubbio ormai si era fatto strada, quindi Edipo decise di interrogare l’oracolo di Delfi che gli comunica la profezia secondo cui, un giorno, si macchierà dell’omicidio di suo padre e sposerà sua madre. 

Edipo, convinto di essere figlio dei sovrani di Corinto, per evitare che la predizione possa compiersi scappa verso Tebe. In quel tempo Tebe era in balia di una grave calamità impersonata da una Sfinge che divorava tutti coloro che non riuscivano a rispondere ai suoi enigmi. Lungo la strada ha una diatriba con un nobile locale, che si rivelerà poi essere Laio, re di Tebe e padre naturale di Edipo, che si conclude con la morte di quest’ultimo per mano del figlio. Dopo la morte di Laio i tebani eleggono re Creonte, fratello di Giocasta, ma anche lui non riesce a liberare Tebe dalla Sfinge, perciò emana un editto in cui annuncia che avrebbe ceduto il trono e dato in moglie Giocasta a colui che avrebbe liberato la città. Nel frattempo Edipo – sulla strada di Tebe – incontra la Sfinge accovacciata in prossimità della città che gli pone i suoi enigmi: «Qual è l’essere che cammina ora a quattro gambe, ora a due, ora a tre che, contrariamente alla legge generale, più gambe ha più mostra la propria debolezza?». «Esistono due sorelle, delle quali l’una genera l’altra, e delle quali la seconda, a sua volta, genera la prima. Chi sono?». Edipo diede le sue risposte: alla prima “l’uomo” – che cammina a quattro gambe nell’infanzia, poi a due e infine si poggia ad un bastone nella vecchiaia; alla seconda “il giorno e la notte”.

Vinta la Sfinge, con grande sollievo Creonte cede il trono ad Edipo che sposò Giocasta. La profezia si era avverata fino in fondo: il figlio aveva sposato la madre dalla quale ebbe quattro figli. Dopo qualche tempo, però su Tebe, si abbatte una terribile pestilenza: l’oracolo di Delfi fa sapere che essa non cesserà finché non sarà scoperto e punito l’uccisore di Laio. Edipo non sa che il colpevole è proprio lui e giura ai Tebani che l’assassino sarà punito severamente. Quindi si rivolge a Tiresia, una veggente che prova in tutti i modi a dissuaderlo dal voler conoscere la verità, ma alla fine è costretto a rivelargli che il colpevole in realtà è lui stesso. Edipo, incredulo, vede arrivare un messo che gli comunica la morte del padre, allora decide di tornare a Corinto per verificare, ma l’uomo gli comunica che il suo vero padre era Laio; dopo aver messo a confronto varie testimonianze, conscio delle proprie colpe, Edipo si accieca, mentre la madre viene ritrovata impiccata.

Questo mito, come è noto, ha dato il suo nome al famoso “Complesso di Edipo” celebre teoria formulata da Sigmund Freud, il padre della psicoanalisi. Ogni bambino, secondo Freud, nei primi anni di vita vorrebbe avere tutto per sé l’amore del genitore di sesso opposto, e prova un inconscio sentimento di rivalità e di ostilità nei confronti del genitore dello stesso sesso. L’uccisione di Laio, costituisce la metafora della “soppressione” del maschile che molti Cancro operano spesso dentro di sé, per dare risalto, di contro alla componente femminile, emotiva, sensibile, della propria personalità, che altro non è che l’ANIMA junghiana simboleggiata dalla Luna. In realtà la leggenda è molto più ricca di insegnamenti psicologici, ed evidenzia l’importanza che riveste nel nostro cammino di consapevolezza il nostro passato familiare che spesso ci induce a ripetere in modo inconsapevole le storie dolorose e i fallimenti vissuti dalla nostra famiglia.

L’Archetipo del Cancro rappresenta la capacità di comprendere a quale radice apparteniamo, di trarne senso e nutrimento, anziché considerarla un freno alla nostra evoluzione. Il percorso evolutivo di questo segno è legato al riconoscimento delle proprie radici, della propria famiglia, del proprio passato. Avere una famiglia significa sapere da chi si discende, comprendere quanto sia essenziale riscoprire le proprie origini, per poter prendere coscienza di ciò che ereditariamente e a livello cromosomico ci è stato tramandato e così da non ripeterlo inconsciamente. La fedeltà verso noi stessi e i nostri bisogni, esaltata dall’energia del Cancro e della Luna, è la chiave per la trasformazione, per diventare davvero responsabili delle nostre scelte e della nostra esistenza.

La natura e il Cancro

L’ingresso del Sole nella costellazione del Cancro coincide con il solstizio d’estate, l’inizio della stagione estiva, e perciò è detto “cardinale“, e femminile.

Nel ciclo della Natura corrisponde alla “gravidanza della terra“.

Dopo aver assistito, sotto il segno del Toro, al momento della riproduzione della vita in tutte le sue forme, con il Cancro comincia la fase della “gestazione”, la maturazione dei frutti, che permetteranno la conservazione delle specie vegetali e il nutrimento di tutti gli esseri viventi.

“LA NATURA DELLO ZODIACO – Salute e rimedi erboristici segno per segno” >>

I transiti dei pianeti in Cancro

La stagione del Cancro cade intorno al 20 giugno-22 luglio. Il Cancro è il segno legato al “nutrimento emotivo”, alla famiglia, la casa, al passato, l’infanzia, la madre, le emozioni. Sono questi i temi che in genere tendono a riproporsi, quando uno o più pianeti transitano nel segno del Cancro. A seconda del pianeta di transito potremo essere spinti a prendere delle decisioni importanti in ambito emotivo, a difendere un legame importante (Marte), oppure a lavorare sulle nostre radici e la nostra base sicura (Saturno).  Con un transito di Mercurio in Cancro, invece, potremo essere sollecitati a sviluppare una comunicazione più attenta ed empatica, a metterci nei panni degli altri. Ma potremo sentirci anche più sentimentali e nostalgici. In molti casi i ricordi del passato potrebbero influenzare i criteri decisionali. La stagione del Cancro rappresenta un invito per tutti noi a nutrire emotivamente noi stessi e i nostri cari. La parte ombra del Cancro è rappresentata dall’emotività, e quindi dalla possibilità di avere reazioni poco razionali ed eccessivamente emotive, oppure di ricorrere alla manipolazione, o di essere vittime di pensieri autolesionisti. Qualcosa di cui è importante tenere conto per evitare di trasformare il grande potenziale energetico di questo segno in qualcosa di poco utile, e particolarmente difficile da gestire.

Ascendente in Cancro

Chi possiede l’ascendete Cancro è solitamente affettuoso, tenace, romantico. Punti di forza sono senz’altro la sensibilità, l’intuito, la fantasia. Il comportamento è spesso condizionato dai sentimenti e dagli stati d’animo, ecco perchè spesso chi ha l’ascendente Cancro, o presenta molti pianeti nel segno del Cancro, ha bisogno di un ambiente sereno per esprimere al meglio le proprie qualità. Sono da tenere in conto una certa lunaticità e complessità caratteriale, non sempre facili da gestire, dovute comunque all’ipersensibilità del segno, che da socievole ad adattabile può diventare improvvisamento timido e ritroso. In amore c’è un grande bisogno di sicurezza: i sentimenti, una volta trovata la persona giusta, sono profondi ma possono essere piuttosto effimeri e volubili. Uno dei problemi del segno è generalmente l’immaturità, che impedisce di recidere, almeno nella prima parte della vita, il cordone ombelicale con la madre. Vedi tutte le combinazioni tra segno zodiacale e ascendente in Cancro >>

Luna in Cancro

La Luna, si trova nel suo domicilio nel segno del Cancro nell’oroscopo, fattore che sottolinea la profondità e l’intensità delle emozioni. In tal caso possono esistere legami molto forti con la madre, la famiglia, la casa. Chi presenta una simile configurazione astrale è estremamente sensibile agli umori e ai sentimenti altrui in modo quasi telepatico. Questa accentuata sensibilità può portare la persona ad immaginare affronti anche dove non ci sono stati. In casi di lesione al luminare potremo avere alcune forme di nevrosi e tendenza alla suggestione. Nell’ambito dei rapporti interpersonali, l’individuo può calarsi o nel ruolo del genitore, assumendo un atteggiamento responsabile, o del bambino viziato, che spera di farsi perdonare per la sua cattiva condotta. Il rischio insito in questa Luna è la creazione di rapporti di dipendenza: o di diventare dipendenti delle persone emotivamente rilevanti o di indurre gli altri ad uno stato di dipendenza offrendo loro tutto ciò di cui hanno bisogno. Sia nella donna che nell’uomo, una Luna in Cancro porta ad avere un mondo interiore fragile e bisognoso di attenzioni e di cure continue. Il bisogno continuo di rassicurazioni nasce dalla paura di essere abbandonati. Determinante il legame con la madre, che avrà un ruolo centrale per tutta la vita, nel bene e nel male. Leggi l’approfondimento su Luna in Cancro >>

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Manuela Livi Counselor Astrologa

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