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La Tristezza in Astrologia e nel Tema Natale

Tristezza in Astrologia e Tema Natale

La tristezza è un’emozione che si innesca ogni qualvolta ci troviamo a vivere una perdita. È spesso accompagnata da un senso di vuoto e di malinconia. Se a prima vista, può essere considerata un’emozione spiacevole, la tristezza ha, però, una sua utilità. Ci può aiutare a dire addio a ciò che è stato e preparare una nuova strategia di vita. Come si presenta in Astrologia e nel Tema Natale.

Cos’è la tristezza

La tristezza è un’emozione, uno stato d’animo, un sentimento che fa parte della vita di ciascuno di noi. Nell’arco della nostra vita l’abbiamo certamente provata più volte e per numerose vicissitudini: la fine di una relazione, la perdita di una persona cara, di un lavoro, oppure in seguito a cambiamenti imprevisti e difficili da gestire. Diventiamo tristi anche quando smarriamo un oggetto prezioso e utile, come il cellulare, o quando vediamo diminuire i nostri guadagni.

La tristezza, come la rabbia e la paura, fa parte del gruppo delle emozioni primarie, cioè di quelle emozioni che rappresentano risposte innate agli stimoli e che tutti noi esprimiamo, anche se in forme molto primitive, fin dalla nascita. Può essere definita come “uno stato psichico caratterizzato da afflizione e umore basso, riconducibile a un particolare dolore e a volte da un senso di malinconia persistente”. Spesso nel linguaggio comune si tende a confondere tristezza con depressione, o a scambiare il termine in modo inappropriato. Risulta invece importante, se non fondamentale, distinguere le due cose.

La tristezza è un’emozione transitoria, dalla durata variabile (può durare poche ore, o qualche giorno), e non incide in modo significativo sul nostro quotidiano, né sul modo in cui interpretiamo le relazioni con gli altri. La depressione, invece, è una vera e propria patologia psichica che rientra nella categoria dei disturbi dell’umore, e può essere fortemente invalidante, poiché condiziona in modo significativo le attività quotidiane, incidendo negativamente anche sulle relazioni sociali e lavorative. La depressione, inoltre, ha una serie di sintomi precisi e tende a manifestarsi con umore triste persistente, rallentamento psicomotorio, diminuzione d’interesse o di piacere nelle attività.

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Come nasce e come gestirla

La tristezza è un’emozione che si innesca ogni qualvolta ci troviamo a vivere una perdita. Ci fa pensare a quello che abbiamo perso e che non esiste più, o a quello che volevamo e che non abbiamo ottenuto. A quel punto si insinuano, dentro di noi, un senso di solitudine, di malinconia, di vuoto interiore. Emozioni indubbiamente sgradevoli, che a primo acchito vorremo scacciare o ignorare. Quando ci sentiamo tristi, infatti, perdiamo l’entusiasmo, la voglia di vivere e si indebolisce la speranza. Eppure la tristezza, al pari di tutte le altre emozioni, per quanto spiacevole, ha qualcosa da dirci. Non ascoltarla sarebbe un errore. Riconoscere il suo valore ci permette di cambiare atteggiamenti e comportamenti che non ci sono utili.

Come possiamo gestire la tristezza? Attraverso la riflessione. Quando ripensiamo a ciò che è stato, possiamo capire dove abbiamo sbagliato, e cosa possiamo apprendere da quella situazione. Non solo: comprendere l’accaduto ci permette di dire addio a ciò che è stato e preparare una nuova strategia di vita. Ecco allora che la tristezza può diventare uno strumento di trasformazione interiore molto importante, da non sottovalutare. Si tratta semplicemente di imparare a viverla pienamente senza farsi sopraffare.

Se in molti casi il motivo della nostra tristezza ci è chiaro, in altri, invece potrebbe non esserlo. Ci sente tristi senza sapere un perché! Per fare chiarezza potrebbe essere utile porsi delle domande, così da comprenderne le origini. La tristezza, spesso, è legata alle nostre contraddizioni interiori, (per esempio tra ciò che pensiamo e ciò che facciamo), e ci vuole segnalare se siamo stati fedeli ai nostri desideri, ai nostri sogni o alle nostre relazioni. La domanda chiave in questo caso potrebbe essere: “Sono stato fedele ai miei desideri?”

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La tristezza nel Tema Natale

Poiché la tristezza, nella sua dimensione salutare, riguarda uno stato d’animo transitorio, è attraverso i transiti astrologici che possiamo individuare i periodi in cui possiamo essere più tristi e malinconici. Osservando il Tema Natale, però, è possibile capire se una persona sia più o meno incline alla tristezza o, nel peggiore dei casi, alla depressione.

La tristezza e la “depressione” in senso lato, sono associate ad una degradazione dell’archetipo di Saturno (pessimismo, ritiro, solitudine). Definito il Grande Maestro per il suo ruolo di insegnante, il pianeta richiede che ci siano dei tagli, delle scelte consapevoli per continuare a crescere e trasformarci.

In un Tema Natale, Saturno, mette in evidenza dove tendiamo ad essere più ansiosi o non ci sentiamo completamente all’altezza. Aspetti dinamici tra Saturno e i pianeti personali possono avere un’importante funzione nella formazione del carattere malinconico o depressivo. Una persona con Saturno in aspetto dissonante alla Luna (quadratura, opposizione), per esempio, può vivere stati d’animo di insicurezza, di tristezza e di angoscia, legati spesso a un vissuto affettivo insoddisfacente che in molti casi risale al rapporto con la figura materna.

Un aspetto dissonante tra Mercurio e Saturno, invece, può essere indicativo di distorsioni cognitive legate al pensiero negativo. Anche la posizione di Saturno o della Luna in dodicesima casa, possono rendere la persona più triste e malinconica, i cui motivi però derivano però da situazioni e motivazioni diverse.

Tristezza e transiti planetari

Saturno, nel corso dei suoi transiti, (soprattutto quelli difficili), influenza fortemente le nostre emozioni. Il pianeta ci rivela i nostri condizionamenti, la paura di cambiare, di sperimentare, ci rende tristi per la fine di una storia, o di un ciclo della nostra vita. Saturno promuove i tagli salutari, così da portare nuova linfa vitale nella nostra vita.

I transiti di Saturno possono farci crescere oppure farci scivolare nella tristezza, ma anche nella depressione più nera. A causa della sua funzione privativa, i nostri bisogni o desideri possono essere frustrati e trovare una difficoltà di realizzazione. Lo scopo, però, non è quello di abbatterci, ma di farci trovare le nostre sicurezze dentro noi stessi e non da ciò che ci arriva dall’esterno. Provare tristezza durante un transito di Saturno al Sole, alla Luna, o alla Venere è decisamente comprensibile dato che in ogni cambiamento esiste sempre un lato nascosto, qualcosa che se ne va; l’allontanamento da un modo di fare, di vivere, di amare.

Fondamentale, dunque, cercare di guardare sempre l’altro lato della medaglia in quello che ci succede. La tristezza può essere uno stimolo, se compresa nel profondo, a darsi nuovi obiettivi di vita. Bisogna imparare ad accettare ciò che si prova in relazione a ciò che sta cambiando. Accettare la ciclicità delle cose. Osservare il lato positivo delle trasformazioni. Per ogni ciclo che si chiude, se ne apre sempre uno nuovo. Accogliere la tristezza significa aprire la porta alla speranza. Tenendo presente che nulla è scritto in calce e che il futuro è il risultato del nostro presente e delle decisioni che prendiamo giorno per giorno per noi stessi e per la nostra vita.

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Photo by Tonik on Unsplash

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